La dieta non dieta: cos’è e come funziona il metodo Adamski

Ideato da un naturopata francese, il metodo Adamski promette di rivoluzionare le teorie sulla dieta. Ecco cos'è e come funziona

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Immagini: iStock Photos

Esiste una differenza essenziale tra la dieta e il metodo Adamski. Se la prima si basa sulla quantità del cibo ingerito, il secondo si fonda sul concetto “veloce-lento” e punta prima di tutto al benessere del nostro intestino.

Ideato dal naturopata e osteopata francese, il dottor Frank Laporte- Adamski, il metodo che porta il suo nome promette di sgonfiare la pancia senza basarsi sul calcolo della calorie bensì su quello del tempo che occorre al cibo per attraversare il nostro corpo. Per Adamski, non c’è un alimento che faccia male o faccia ingrassare: è il modo in cui li si abbina ad appesantirci. Stando a quanto afferma il naturopata, solo liberando il corpo dalle scorie rimaste nel nostro tubo digerente potremmo iniziare a dimagrire o ad assimilare correttamente gli alimenti che mangiamo.

Cos’è il metodo Adamski

Il metodo Adamski è una vera e propria educazione alimentare, ben diversa dalle diete che mirano alla perdita di peso. Il principio fondamentale su cui si basa prevede la separazione di due categorie di alimenti, a seconda della loro velocità di caduta nel tratto digestivo.

I cibi vengono distinti in “veloci-acidi” e “lenti-non acidi” e, secondo il metodo Adamski, non vanno mai associati. I primi sono yogurt, tutta la frutta – in particolare agrumi e melone -pomodori, peperoni, zucca, peperoncino e miele. Rientrano in questa categoria frutta cruda, cotta, secca e candita. Fanno eccezione il vino e l’aceto d’uva, nei quali la molecola acida è stata trasformata nel corso della fermentazione. Tutti gli altri alimenti sono considerati, invece, “lenti”. Tra questi, i carboidrati, la frutta secca, le verdure, il pesce, la carne e i latticini.

Le regole della “dieta non dieta” Adamski

1. Niente pasta al pomodoro. Insieme, questi due alimenti sono difficili da assimilare. Meglio optare per un pesto o un sugo alla carbonara.
2. Consumare frutta o yogurt lontano dai pasti. La frutta va mangiata preferibilmente il pomeriggio, quando l’organismo riesce a digerirla meglio. Quindi niente marmellate o succhi di frutta a colazione.
3. Dire no al cappuccino: la caffeina, infatti, ostacola la corretta digestione del latte. Preferite invece miele e yogurt, entrambi acidi.
4. Da evitare anche la pizza, torte e dessert a fine pasto o gelati alla frutta.
5. Non mettere il limone su carne o pesce.
6. Non consumare due proteine diverse a pasto né fare due pasti al giorno a base proteica, qualora non si svolgesse un’attività fisica molto intensa.
7. Via libera a fibre e olio extra vergine d’oliva, prodotti a km 0 e di stagione e frutta secca, come noci, mandorle e nocciole. L’importante è non consumarli insieme a cibi acidi.
8. Il vino va bevuto con moderazione. Consigliato il rosso, perché i tannini agevolano i processi digestivi

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